| Anticamente
l’approvvigionamento idrico veniva assicurato tramite
l’acquedotto Lea, costruito nel 1669
con tubi di argilla; in tal modo l’acqua fu portata
fino alla Piazza retrostante il palazzo dei Valdina denominata
Piazza Lea in onore della Contrada Lea. Il principe Giovanni
Valdina commissionò presso la bottega di Gaspare
Serpotta che viene identificato come il padre di Giacomo
Serpotta che lavorava a Palermo, una fontana in
marmo di Billiemi, in cambio di un vestito di “
laniglia bianchinuso guarnito d’oro, calzoni e giustocore”.
Essa fu mandata via mare a Fondachello e quindi a Rocca
nel 1673. Poiché nella Piazza Lea esiste una fontana
monumentale in marmo di Billiemi, si presume, anche
dall’erosione del tempo, che questa sia la fontana
commissionata dal Valdina al Serpotta. Nel 1895 il Sindaco
Nicolò Nastasi Foca fece ripristinare il vecchio
acquedotto di Lea ( che probabilmente era in disuso) venne
ripristinata l’antica Fontana monumentale formata
da una vasca con dodici lati dagli angoli arrotondati, e
facendo innalzare ex novo al centro della fontana un blocco
centrale con due fontanelle laterali per la fuoruscita dell’acqua
.
Sulla stessa conduttura idrica che portava l’acqua
alla fontana monumentale, venne successivamente realizzato
dal Sindaco Nicolò Nastasi Foca un pubblico
Lavatoio che venne utilizzato dalle donne roccesi
fino agli inizi degli anni Cinquanta. Le acque di scolo
del Lavatoio venivano utilizzate per irrigazione, tramite
pagamento di una quota annuale al Comune. Esso è
situato lungo la via Lavatoio ed è formato da otto
vasche tutte uguali. La copertura è in tegole poggianti
su otto pilastri in muratura.
Opera di importante valenza culturale è l’antico
palmento sito nella Via Roma. Acquistato dal Comune nel
mese di dicembre 2002. Sarà adibito a struttura museale.
La struttura apparteneva alla famiglia “ Vermiglia
“ non di origine roccese, ma acquisita in quanto il
Dott. Antonino Vermiglia sposò una Bottaro di origine
roccese, nonché cognata del Sindaco Nicolò
Nastasi Foca.
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