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E' il castello a rappresentare l'elemento
storico-architettonico più significativo di Roccavaldina.
Si tratta di una maestosa costruzione sorta inizialmente come
struttura difensiva e successivamente ampliata ed adibita a residenza
principesca dalla nobile famiglia dei Valdina.
Ancora oggi si distinguono nettamente le due
parti: un modulo di chiara tipologia militare caratterizzato dall'essenzialità
ed un corpo di fabbrica aggiunto, con caratteristiche abitative,
nel quale si intravede una precisa volontà artistica, probabilmente
quella del celebre architetto toscano Camillo Camil-liani.datazione
della parte più antica del castello non è facile
poiché mancano fonti documentali certe. Tuttavia, dagli
elementi originali ancora leggibili, come le finestre al primo
piano ed il balcone sopra il portale, del prospetto principale
che si affaccia sull'odierna piazza Umberto I, la costruzione
è da collocare intorno al primo Cinquecento.
Le torri cilindriche poste ai lati della fortezza probabilmente
furono addossate alla preesistente costruzione in epoca successiva.
Secondo i canoni costruttivi del tempo, la parte militare doveva
essere una sorta di quadrilatero, mentre l'abitazione un parallelepipedo.
Da questi prototipi tuttavia, sia per lo stato incompleto dei
due corpi di fabbrica, sia per i ripetuti rimaneggiamenti, oggi
sopravvive una strana costruzione, un ibrido tra fortezza e residenza
aristocratica. Stilisticamente inspiegabile la coesistenza di
due tipi di merlatura: Guelfa sul prospetto principale Ghibellina
sui laterali. Secondo storici dell'arte potrebbe essere il risultato
di una anarchia costruttiva assai diffusa nell'architettura minore
del tempo.
Dell'originale funzione militare del castello, vi è ancora
traccia evidente nel corpo a piano terra dove sono ancora presenti
alloggiamenti e le anguste carcerarie. La parte abitativa del
castello, di epoca successiva come già detto, rispetto
alla struttura militare, è legata a quest'ultima con un
inusuale sistema di sutura;
una corte interna sulla quale si affaccia uno splendido loggiato
con volte a crociera alleggerite dalla presenza di elementi decorativi
quali costoloni bugnati e mensole a formo di capitello.
Esternamente, il rigore volumetrico della massa muraria della
parte abitativa è armonicamente attenuato da bellissimi
balconi, alcuni dei quali angolari, sostenuti da grossi mensoloni
dove il manierismo comincia a fondersi con il nascente barocco.
Danneggiato dal terremoto del 1908, il castello è stato
solo parzialmente restaurato. In particolare è stata ripristinata
l'integrità dell'ala Sud-Est destinata a residenza degli
eredi del nobile casato dei Valdina. Ancora oggi il castello è
di proprietà privata, ma l'amministrazione comunale tenta
da tempo di acquistarlo per farne una struttura museale aperta
al pubblico.
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